La chiesa suburbana di San Nicola in territorio di Convicino, antica Barrafranca, finalmente riscoperta
Fig. 1
La facciata della chiesa suburbana di San Nicola e del relativo cenobio
Fig. 1 b
Stralcio di un'antica mappa catastale del territorio di Barrafranca
Nel 1955, lo storico Angelo Ligotti in una pubblicazione (ristampata nel 1964) individuò la presenza della chiesa suburbana di San Nicola (o Nicolò) nel territorio dell’antica Convicino. Nella fattispecie, lo studioso scrisse: «ancora sussiste una località che si chiama S. Nicola e gli avanzi trasformati di una vecchia chiesa e di un vecchio cenobio, nella stessa località, adiacente fra l’altro a quella “Abate” in contrada Sitica»[1]. Il nome di San Nicola, per Ligotti, si poteva rintracciare sia in una carta annessa al progetto di costruzione di una ferrovia[2], sia nel nome toponomastico di “Rocca di San Nicola”, sia nel nome di una grotta detta di San Nicola, sia in diversi atti del notaio Scipione Sortino del 1645, sia nella carta I.G.M.[3]. La mappa catastale redatta tra il 1862 e il 1876, recentemente consultata dallo scrivente, riporta il toponomastico "Rocca di San Nicola" (vd. fig. 1 a).
Oggi, la chiesa di San Nicola per tutti, compresi vari storici, non è più esistente. Ma è davvero così?
In seguito a un sopralluogo da me effettuato l’anno scorso nella zona descritta da Ligotti, è emerso che esiste ancora un edificio perfettamente identificabile con la chiesa di cui riferiva lo storico barrese. Si tratta della costruzione di proprietà del sig. Luigi Livorno (vd. fig. 1), il quale gentilmente ci ha confermato che essa era una chiesa e che il precedente proprietario aveva portato in decadenza (coordinate 37.376701, 14.218659). In un'antica mappa catastale del territorio di Barrafranca la chiesa è segnata (vd. fig. 1b freccia rossa) assieme al fondaco di padre Guerreri (freccia blu; in bianco la freccia che indica il monte Torre).
All’esterno della chiesa si possono ammirare ancora le paraste angolari (sia sulla facciata sia sul retro) così come quelle del cenobio e quelle laterali. Si possono anche osservare le diverse fasi di costruzione oltre che resti di mura e monumenti preesistenti (vd. figg. 1, 2, 3, 4, 5, 6).
Fig. 2
Il retro della chiesa suburbana di San Nicola e del relativo cenobio
Fig. 3
Particolare della facciata della chiesa suburbana di San Nicola e del relativo cenobio
Fig. 4
Il lato sud della chiesa suburbana di San Nicola e del relativo cenobio
Fig. 5
Particolare del cenobio della chiesa suburbana di San Nicola
Fig. 6
Resti di strutture preesistenti alla chiesa di San Nicola
All’interno, in quello che attualmente è il primo piano del cenobio, si può vedere ciò che rimane dell’antico pregadio o cappella privata del priore. In essa, oltre ai resti dell’altare distrutto (vd. fig. 7), persistono in tre punti diversi dei brandelli di affreschi decorativi a forma di girali e di lambrecchini o pendoni di baldacchino di colore rosso mattone e giallo, ossia tinte varianti dell’ocra (vd. figg. 8 a, b, c, d, e).
Gli interni, inoltre, continuano a testimoniare le varie fasi costruttive del complesso e, in particolare, la forma base delle coperture o soffitti (vd. figg. 9 a, b, c, d).
Fig. 7
La cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 8a
Affreschi della cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 8 b
Affreschi della cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 8 c
Affreschi della cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 8 d
Affreschi della cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 8 e
Affreschi della cappella privata o pregadio della chiesa di San Nicola
Fig. 9 a
Interni della chiesa di San Nicola
Fig. 9 b
Interni della chiesa di San Nicola
Fig. 9 c
Interni della chiesa di San Nicola: una coppella per illuminare
Fig. 9 d
Interni della chiesa di San Nicola
Il culto di San Nicola permane anch’esso a Barrafranca. Nella chiesa di Maria SS. della Stella, in quella che è una sagrestia – pinacoteca, si conserva una tela di San Nicola riconoscibile iconograficamente dal copricapo vescovile e dalle tre sfere che egli reca sopra la bibbia o messale che sia con la mano sinistra, che rimandano a delle buone opere da lui fatte per riscattare delle giovani prive di dote matrimoniale e, dunque, impossibilitate a contrarre matrimonio[5].
Gaetano Vicari negli aggiornamenti della sua opera sulle chiese barresi scrive: «Nell’inventario dei beni di questa chiesa del 1745 leggiamo tra l’altro: altare di S. Antonio, con statua di cartapesta; altare di S. Nicolò, con immagine di pittura; altare di S. Francesco di Paola, con statua di legname; altare dello Spirito Santo, con quadro di pittura antico; una statuetta di legname di S. Rosalia e i quadri di S. Biagio e S. Apollonia…»[4]. La tela era, quindi, presente nella chiesa e, sottolineiamo, lo è anche oggi. Come lo è la devozione. Si riporta, di seguito, una breve orazione-invocazione raccolta consultando la sig.ra Anna Marchì:
San Nicola, San Nicola
fa li grazii e ni cunsola
nni li fasci dijunava
pani e littu ‘un ni tastava
Trad. San Nicola, San Nicola, fa le grazie e ci consola; digiunava e faceva astinenza sin da quando era in fasce non assaggiando pane e non toccando il letto.
Fig. 10
Tela di San Nicola presso sagrestia della chiesa Maria SS. della Stella
Tutte le foto di questo blog sono opera di Angelo Antonio Faraci, che ringrazio per l’apporto anche intellettuale.
Si ringrazia, altresì, il sig. Luigi Livorno per la cortesia e la disponibilità usate nei miei confronti.
[1] A. Ligotti, Note sulla Chiesa di S. Niccolò in “territorio Commecini” , in ASSic III, vol. VI, 1955, rist. 1964, p. 180.
[3] In questa sede, si aggiunge la permanenza a tutt’oggi della località che gli anziani chiamano “Colastrazzu” cioè “U strazzu di San Nicola”, ricadente sul versante sud del monte Torre. U strazzu in tempi passati era un luogo avito dove si potevano abbandonare le carcasse di animali come i cavalli, per farle “strazzari” ossia straziare dalle belve selvatiche e, dunque, per farle decomporre.
[4] Gaetano Vicari, Guida alle principali chiese di Barrafranca ed ai loro tesori nascosti, CON AGGIORNAMENTI dal 1984 ad oggi-CAPITOLO TERZO: CHIESA MARIA S.S. DELLA STELLA CON AGGIORNAMENTI fino a Settembre 2017.
Tale opera si può consultare, al momento, solo online al seguente link: http://www.gaetanovicari.it/index.php?option=com_content&view=category&id=17&Itemid=157
[5] Si ricorda che nel settembre del 2012, in occasione della quindicina della compatrona, vi fu una mostra a cura di Angelo Antonio Faraci intitolata “Splendori della fede” in collaborazione con la pro loco, la ceur e la parrocchia Maria SS. della Stella, durante la quale la tela fu riscoperta e valorizzata.
Autore: Filippo Salvaggio



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